Barga: cosa vedere nel borgo e nei suoi dintorni - Ekiros Barga: cosa vedere nel borgo e nei suoi dintorni - Ekiros

Barga

Cosa vedere nel borgo e nei suoi dintorni

Alle porte della Garfagnana, Barga è uno dei borghi più densi di storia e opere d’arte di tutta la valle del Serchio. Ecco una breve guida alle principali attrazioni da vedere nel centro e nei suoi immediati dintorni.

Indice

Barga - veduta dal ponte medievale
Scorcio del borgo dal Ponte Vecchio

Barga: cosa vedere nel borgo

Il suo illustre passato rende Barga qualcosa di più di un piccolo borgo montano. Ecco cosa potrai scoprire passeggiando tra i suoi ripidi vicoli:

Collegiata di San Cristoforo

La prima cosa che ti consiglio di vedere a Barga è senza dubbio il suo spettacolare Duomo. La Collegiata di San Cristoforo è il simbolo della cittadina, nonché uno dei migliori esempi di Romanico presenti in Toscana.

Si trova nel punto più alto della città vecchia, al centro di uno spiazzo erboso conosciuto come il prato dell’Arringo per via che i cittadini vi si riunivano in assemblea ai tempi del libero Comune.

Inizialmente l’edificio era a navata unica e non molto grande a dire il vero, questo perché era nato come chiesa castellana, mentre le funzioni principali avvenivano nella vicina Pieve di Loppia. Dal XIV secolo, però, col passaggio di Barga sotto la tutela di Firenze, la chiesa aumentò di importanza e dimensioni fino a diventare il monumentale Duomo che vediamo oggi.

Prima di entrare, soffermati un attimo sulla porta di ingresso: sullo stipite destro troverai una misteriosa iscrizione, che compare anche in prossimità dell’ingresso laterale e in alcune chiese pisane e lucchesi. Numerosi studiosi si sono cimentati nella codificazione di questo messaggio, che costituisce una delle curiosità di Barga.

All’interno, dietro l’altare maggiore si trova la duecentesca statua lignea di San Cristoforo, patrono di Barga e dei viaggiatori.

La cappella di destra ospita tre pregiate robbiane, mentre quella di sinistra custodisce la piccola tavola della Madonna del Molino. Una curiosità: l’immagine è divenuta compatrona della città da quando nel 1512 fu vista sudare miracolosamente e quindi portata in Duomo.

Ma l’opera di maggior pregio è senza dubbio il pulpito duecentesco di Guido Bigarelli, importante artista comacino che lavorò anche al fonte battesimale del battistero di Pisa.

collegiata di san cristoforo
Il prato dell'Arringo e il fianco Nord del Duomo

Palazzo pretorio e Museo Civico A. Mordini

Il Palazzo Pretorio di Barga si trova proprio accanto al Duomo, sul prato dell’Arringo.

L’edificio nasce nella prima metà del XIV secolo per ospitare i commissari fiorentini che amministravano la giustizia in città. La loggia all’ingresso conserva alcune testimonianze di questo uso, come gli stemmi dei podestà, le antiche unità di misura in uso a Barga nel Cinquecento e una colonna con lo stemma mediceo che ricorda la visita del Granduca Cosimo I.

Allestito nei suoi locali, si trova oggi il Museo Civico, che ti consiglio di visitare se vuoi approfondire l’arte e la storia del territorio. Non mancare di scendere nei sotterranei del palazzo, dove nelle vecchie carceri potrai leggere i graffiti che via via i vari ospiti hanno lasciato sui muri delle celle.

Piazza Angelio

La piazza più bella e ariosa di tutto il centro ha avuto diversi nomi durante la sua lunga storia.

Anticamente detta l’Aiaccia per via della sua forma circolare, i Medici la ribattezzarono Santa Maria Novella per rimarcare l’affiliazione di Barga al governo fiorentino. Dall’Ottocento la piazza è intitolata a uno dei più illustri cittadini di Barga. Si tratta del famoso letterato Pietro degli Angeli, amico del Tasso e precettore di Ferdinando I.

Pier Angelio Bargeo, questo il suo nome da umanista, lo trovi raffigurato a mezzo busto sulla cantonata del palazzo che gli dette i natali.

Piazza Angelio
Piazza Angelio e la casa natale del Bargeo

I palazzi nobiliari di Barga

Passeggiando per Barga rimarrai sicuramente colpito dalla quantità dei suoi palazzi storici e dalla loro incredibile raffinatezza. L’uso del bugnato e della pietra serena, insieme agli stemmi nobiliari in cui spesso si distinguono le sei palle medicee, danno quasi l’illusione di camminare nel centro di Firenze invece che in un piccolo borgo montano.

Gli esempi più interessanti si concentrano nella Via di Mezzo, la strada che unisce le due porte tagliando il centro storico.

L’edificio che oggi è sede del Comune apparteneva ai Pancrazi, nobilissima famiglia barghigiana imparentata coi Gonzaga.

Proprio di fronte si trova il grandioso Palazzo Balduini, attribuito all’architetto Bartolomeo Ammannati. Tra le sue mura visse Balduino Balduini, medico personale di papa Giulio III e vescovo di Aversa.

Palazzo Bertacchi-Cordati ospitò invece i Granduchi di Toscana durante le loro visite a Barga, mentre il settecentesco Palazzo Mordini è sede di uno dei più importanti archivi risorgimentali italiani. Qui nacque nel 1819 il garibaldino Antonio Mordini, che fu anche senatore e Ministro dei Lavori Pubblici.

Loggia dei Mercanti e Caffè Capretz

Il marzocco e la colonna medicea ci ricordano che la loggia di piazza Salvi fu voluta dal Granduca Cosimo I come sede del mercato settimanale del sale e della seta, anche se da secoli ormai le sue volte ospitano i tavoli dello storico Caffè Capretz.

Il locale, aperto a fine Ottocento da una famiglia di origini svizzere, era il luogo di ritrovo dell’aristocrazia cittadina e di importanti personalità fra cui il Mordini e Giovanni Pascoli, che visse i suoi ultimi anni proprio a Barga.

barga - caffè capretz
La loggia dei Mercanti, oggi terrazza del Caffè Capretz

Le porte di Barga Castello

Dopo la demolizione ottocentesca della Porta di Borgo, due sono gli ingressi storici che conducono al castello.

Sul lato nord troviamo Porta Macchiaia, così chiamata perché apre alle grandi macchie e ai boschi dell’Appennino; in posizione diametralmente opposta è invece la Porta Reale, in origine Mancianella, che deve il suo nome alla visita del Granduca Pietro Leopoldo nel 1787.

Quando al posto del parcheggio fuori dalle mura correva il fossato, la porta era dotata di un ponte levatoio. Purtroppo dell’antico sistema di fortificazione oggi rimane solo la torretta munita di botola, da cui i soldati gettavano olio bollente e pietre sugli assedianti.

Chiesa del Santissimo Crocifisso

La chiesa più antica di Barga dopo il Duomo nasce nel XIII come piccolo oratorio, ma viene ampliata e rimaneggiata più volte da quando nel Cinquecento diventa sede di due importanti confraternite, la compagnia del Crocifisso e quella dell’Assunzione della Vergine.

L’interno della chiesa custodisce un ricco altare ligneo e un coro finemente intagliati e dorati, entrambi seicenteschi.

barga - chiesa del santissimo crocifisso
Lo sfarzoso altare della chiesa del Santissimo Crocifisso

Teatro dei Differenti

La sua storia comincia nel 1668, quando alcune famiglie della nobiltà barghigiana fondano l’Accademia degli Indifferenti, in seguito Dei Differenti, per promuovere le arti e la cultura nel piccolo centro.

Una prima sala nasce nel 1698, ma appena un secolo dopo viene abbattuta per realizzarne una più capiente. I lavori, iniziati nel 1793, si concludono in appena due anni.

Per tutto l’Ottocento e all’inizio del Novecento il teatro vive un’intensa attività ed è frequentato da personalità di spicco. Tra queste anche il poeta Giovanni Pascoli, che nel 1911 vi pronuncia il famoso discorso a favore della conquista della Libia La grande proletaria si è mossa.

Dopo un periodo di alti e bassi, torna in auge nel 1967, quando per iniziativa dei coniugi inglesi Peter Hunt e Gillian Armitage prende il via il grande successo di Opera Barga, che fa della cittadina un centro internazionale di formazione per giovani musicisti e cantanti lirici.

Nel 1982 arriva la chiusura. La struttura, dichiarata inagibile a causa dell’inasprirsi delle normative sulla sicurezza, riaprirà solo nel 1998 dopo lunghi lavori di adeguamento.

Oggi il piccolo teatro all’italiana, di proprietà del Comune, porta avanti interessanti stagioni di prosa e ospita i festival Opera Barga e BargaJazz.

Chiesa della Santissima Annunziata

La chiesa della Visitazione viene fatta costruire nel 1595 dai rappresentati delle principali famiglie barghigiane.

Il suo nome cambia in quello attuale quando i fondatori ottengono il permesso dall’Arcivescovo di Lucca di trasferire nell’edificio due statue lignee raffiguranti l’Arcangelo Gabriele e l’Annunziata dal Duomo della città. Il gruppo ligneo, opera di un maestro toscano del primo Trecento, decora ancora oggi l’altare centrale.

Nel primo altare a destra, una Madonna con Bambino e Santi di Baccio Ciarpi, pittore barghigiano che lavorò molto a Roma e fu maestro di Pietro da Cortona.

barga - chiesa della santissima annunziata
L'altare centrale della chiesa con il gruppo dell'Annunciazione

Chiesa e Conservatorio di Santa Elisabetta

Il convento e la chiesa di Santa Elisabetta vengono fondati nel 1456 dal beato Michele da Barga, frate francescano e predicatore venerato in tutta la vallata, per ospitare alcune giovani donne ritiratesi a vita religiosa.

Nel 1788 il Granduca Pietro Leopoldo sopprime il convento, che diventa un istituto per l’educazione delle giovani gestito dalle suore domenicane. L’educandato, che comprendeva anche l’istituto magistrale, continuerà la sua attività fino al 1992.

Oggi il conservatorio ospita mostre e concerti, mentre nella chiesa si possono ammirare due begli esemplari di terracotta invetriata: la Madonna della Cintola di Benedetto Buglioni e la Madonna con bambino di Giovanni Della Robbia.

Barga, la perla della Val di Serchio

Visita al borgo medievale e alla casa di Giovanni Pascoli
classico

Barga: cosa vedere nei dintorni

Le bellezze di Barga non si esauriscono certo all’interno delle sue mura. Gli immediati dintorni nascondono alcune perle che vale la pena scoprire, muovendosi a piedi o in auto in un territorio che riesce a sorprendere anche per la sua ricchezza naturalistica.

Antico acquedotto

Realizzato nel corso del XV secolo, l’antico acquedotto di Barga captava le acque della sorgente di Rupina per portarle alle fonti del centro storico.

I migliori scorci sulla sua scenografica fuga di arcate si hanno dai due ponti che immettono nel borgo da Largo Biondi e dal sottostante parco Kennedy.

acquedotto di barga
Vista sull'acquedotto e sulla Pania Secca

Chiesa e convento di San Francesco

Il complesso si trova appena fuori dal centro, nei pressi dell’ospedale cittadino, e puoi raggiungerlo in auto o a piedi prendendo via dei Frati appena fuori Porta Reale.

Anche il convento di San Francesco si deve al beato Michele da Barga, che tuttavia morì prima di vedere il suo completamento (1490).  A lavori ultimati, le sue spoglie vennero sistemate nella piccola chiesa annessa, e per l’occasione Andrea Della Robbia e figli decorarono l’edificio con una serie di preziose terrecotte invetriate.

Entrando nella chiesa è possibile vedere l’urna dorata del venerato barghigiano e la raccolta di robbiane, rimasta pressoché integra tranne due pezzi che sono confluiti nelle collezioni del Louvre e del Victoria and Albert Museum.

Casa museo Giovanni Pascoli

A circa 5 km da Barga, nella frazione di Castelvecchio, si trova la villa Caproni-Carrara, la bella casa di campagna dove Giovanni Pascoli trascorse gli ultimi anni della sua vita e compose i versi più noti di tutta la sua produzione lirica. 

L’edificio, dichiarato monumento nazionale, è oggi un museo in cui gli arredi e gli spazi originali si conservano intatti in ogni minimo particolare, grazie alla cura della sorella Maria e della Fondazione Giovanni Pascoli.

Poco distante dalla villa, oltre i giardini e gli orti, in una piccola cappella riposano le salme dei due fratelli.

giardino di Casa Pascoli a Castelvecchio
Il giardino di Casa Pascoli e la chiesa di San Niccolò

Pieve di Loppia

Su una delle salite che portano a Barga, in località Loppia troviamo la graziosa pieve di Santa Maria Assunta.

Secondo la tradizione la chiesa sarebbe stata fondata nel VI secolo dal vescovo di Lucca San Frediano, ma le prime testimonianze che abbiamo risalgono all’anno 845.

Per secoli la chiesa è stata l’edificio religioso più ricco e importante di tutto il territorio, e ha rappresentato un’importante tappa per i pellegrini che attraversavano la valle alla volta di Lucca, per adorare il Volto Santo o per raggiungere Roma attraverso la Via Francigena.

Ricostruita interamente nel XII secolo, la chiesa conserva ancora i suoi eleganti caratteri romanici nonostante i numerosi rimaneggiamenti subiti nel tempo.

Posta sul limitare dei boschi e nei pressi di un ponte medievale sul torrente della Loppora, la pieve merita una visita anche per la cornice naturalistica in cui è inserita. Puoi raggiungerla facilmente in auto oppure ricalcando il tratto del Cammino del Volto Santo che da Barga porta a Borgo a Mozzano.

La pieve di Loppia dalla Via del Volto Santo
La Pieve di Loppia dal ponte medievale

Cave medicee di diaspro

Barga ha costituito per secoli un importante centro di approvvigionamento per il governo fiorentino. Tra le materie prime più ricercate c’era il diaspro, una varietà di quarzo color rosso fegato con venature bianche molto apprezzata dalla corte granducale, che la scelse addirittura per decorare la Cappella dei Principi in San Lorenzo a Firenze.

Dalle cave barghigiane, i blocchi di diaspro venivano trasportati attraverso il Serchio agli arsenali di Pisa, dove erano semilavorati per poi essere portati a Firenze risalendo il corso dell’Arno. L’Opificio delle Pietre Dure si occupava poi della lavorazione finale.

Delle tre cave seicentesche, quella del Palazzetto è stata recentemente ripulita ed è possibile vedere gli affioramenti di diaspro percorrendo un trekking che costeggia il corso del torrente Loppora.

Cave medicce di diaspro
Alcuni affioramenti di diaspro sul corso della Loppora

La Vicaria di Barga sulla Via del Volto Santo

Sulle orme dei pellegrini per conoscere le bellezze e i sapori di Barga
natura
Ekiros - Viola Fiorentino - Guida Turistica

Benvenuto sul mio blog. Ho creato questo spazio per condividere con te curiosità, dritte e ricette della Toscana che conosco meglio. Buona lettura!

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